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Dal 5 Febbraio la struttura si arricchisce di un esperta in sessuologia e ginecologia: la Dr.ssa Abbiati.

La sindrome del dolore miofasciale

E’ una sindrome caratterizzata da dolore cronico ed infiammazione muscolare profonda specifica di una regione del corpo. L’area muscolare coinvolta presenta rigidità, spasmi e debolezza. Interessa la fascia di tessuto connettivo che ricopre un singolo muscolo o di più gruppi muscolari in punti definiti che sono detti TRIGGER POINT ( TP ).

COSA SONO I TRIGGER POINT?

dolore-miofasciale-1Sono aree iper irritabili poste nello strato di tessuto connettivo che avvolge i muscoli permettendogli di spostarsi senza eccessiva frizione all’interno della fascia che funge da contenitore. Al tatto si presentano come una benderella o nodulo dolente integrato nel muscolo stesso.
Vi sono momenti in cui il TP è attivo e causa dolore ed altri in cui è latente, cioè doloroso soltanto alla pressione. Nel primo caso si possono generare per citare degli esempi, cefalee miotensive, cervicalgie, lombalgie, disfunzioni all’articolazione temporomandibolare e problemi del sonno, infatti segni e sintomi della sindrome del dolore miofasciale possono rendere difficile il sonno durante la notte.

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LE CAUSE

  • Attività ripetute nel tempo che mettono sotto stress il muscolo interessato o che lo mantengono sempre in uno stato di accorciamento
  • Traumi o incidenti (sovraccarico acuto)
  • Posture scorrette
  • Tensioni posturali (ad esempio stare a lungo seduti)
  • Mancanza di attività
  • Stress ed ansia
  • Età: è più probabile in adulti di mezz’ età
  • Sesso: le donne sono più predisposte degli uomini

IL DOLORE

E’ intenso, sordo e profondo, fastidioso e limitante a tal punto che quando il muscolo viene messo in tensione si avverte bruciore. Il dolore è presente sia a riposo che all’attività e nel tempo tende ad estendersi ed a peggiorare fino a causare una riduzione della forza muscolare e del range di movimento.

IL TRATTAMENTO

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Nella prima fase va eliminato il TP dolente. Vi sono molte tecniche di fisioterapia manuale, ad esempio la manipolazione della fascia, la digitopressione, tecniche di stretching, di rilassamento, trattamento stretch e spray, massoterapia e terapia fisica come laser, tens, ultrasuono e tecarterapia. Vi sono anche tecniche di pertinenza medica come l’infiltrazione ecoguidata di anestetico e corticosteroidi direttamente nel TP doloroso.
In un secondo momento devono essere corretti i fattori predisponenti che hanno portato all’attivazione del TP ed il paziente deve essere avviato ad una attività motoria mirata al potenziamento muscolare.

Il Team di FKT e Palestra di AlassioSalute
La responsabile Dott.ssa Angela Gatta

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