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Dal 5 Febbraio la struttura si arricchisce di un esperta in sessuologia e ginecologia: la Dr.ssa Abbiati.

La sindrome del tunnel carpale

Il tunnel carpale è uno spazio ristretto a livello del polso formato dalle ossa del carpo dorsalmente e dal legamento trasverso del carpo (retinacolo dei flessori) dal lato palmare.la sindrome del  tunnel carpale
In questa cavità passano il nervo mediano prima che esso si divida nei sottili rami destinati a pollice, indice medio e superficie radiale dell’anulare, dieci tendini dei muscoli flessori delle dita e vasi sanguigni.
La sindrome del tunnel carpale si manifesta per la compressione del nervo mediano proprio nel suo passaggio all’interno del canale e rappresenta la patologia più frequente della mano.
Infatti, qualsiasi cosa diminuisca lo spazio nel tunnel o causi un aumento di volume di ciò che è contenuto all’interno del tunnel stesso, può dare luogo ad una irritazione determinando con il tempo una lesione con sintomi neurologici.
la sindrome del  tunnel carpale2In circa l’80% dei casi è bilaterale, più colpite sono le donne dai 50 ai 60 anni spesso in relazioni a variazioni ormonali, nell’uomo spesso è in relazione al lavoro.

LE CAUSE

Aumento del contenuto all’interno del tunnel o deformazione del contenente cioè di tutto quello che forma il tunnel (processo infiammatorio a carico delle articolazioni carpali).
L’aumento di spessore delle guaine tendinee dei flessori ricorre abitualmente in determinate situazioni ormonali come la gravidanza e il periodo della menopausa.
Ancora più spesso si ha simile patologia del tendine per una forma minore di immunopatia (tenovaginite).
Altre cause sono i microtraumi ripetuti in cui il conflitto con il nervo viene creato dall’aumento di spessore del legamento trasverso (aumento del volume del contenente) oppure infiammazione o edema come conseguenza di attività ripetute o prolungate di flessione, estensione o presa; i traumi ( pregresse fratture che modificano il contenente), le cisti sinoviali (modificazione del contenuto) od infine varianti anatomiche.
Patologie particolari possono essere legate a malattie endocrine, forme di tipo infiammatorio-autoimmune, malattie da accumulo, forme ereditarie e compressione radicolare a livello superiore (in particolare a livello del forame intervertebrale C5-C6).

I SINTOMI

La compressione si manifesta inizialmente con sintomi irritativi, dolore, parestesie tipo formicolii ed intorpidimento; la sua persistenza conduce a lesioni nervose inizialmente delle guaine mieliniche e successivamente degli assoni.
la sindrome del  tunnel carpale3Sono interessati pollice, indice e medio, a volte può essere interessato anche l’avambraccio.
I sintomi per lungo tempo si manifestano solo di notte per via dell’immobilità, del ristagno venoso e dell’aumento fisiologico progressivo del tono muscolare flessorio ( tono posturale dominante) che comporta l’assunzione a tratti di una posizione di accentuata flessione del polso. I pazienti sono abitualmente svegliati dal dolore e tentano di attenuarlo assumendo posizioni diverse della mano: sono costretti a scuotere freneticamente le estremità per LA SINDROME DEL TUNNEL CARPALE “svegliarle” o in altri casi traggono beneficio a tenere immobile la mano facendola penzolare dal letto oppure immergendola in acqua calda o fredda.
E’ presente anche una prevalenza stagionale infatti il fastidio è più frequente nei mesi freddi.
Durante il giorno questa sintomatologia non è avvertita ma alcune azioni quali scrivere, fare le pulizie, lavorare a maglia, digitare sul PC possono essere cause scatenanti della ricomparsa del dolore.
Col tempo si manifesta diminuzione di sensibilità sui polpastrelli del 2° e 3° dito fino ad arrivare alla completa anestesia con conseguente scomparsa del dolore, che in questo caso non sarà espressione di miglioramento.
In ultimo, compare anche un deficit motorio sul controllo del movimento di opposizione del pollice e nei casi avanzati anche atrofia dell’eminenza tenar con deformità della mano di scimmia.
La funzione della mano si altera sempre più col progredire della malattia.
Se il nervo mediano è severamente compromesso la sintomatologia viene avvertita durante l’arco di tutta la giornata con mano sempre debole, dita intorpidite ed incapacità di realizzare movimenti fini ed operazioni semplici della vita quotidiana come svitare un tappo o impugnare saldamente le posate.
Non sempre la sequenza irritativo-lesionale è seguita in quest’ordine. La sindrome per un lunghissimo tempo, anche anni, può fermarsi su un piano puramente irritativo e non evolvere mai su quello lesionale. Vi possono essere lunghissime fasi di remissione, sono pure frequenti le remissioni definitive.

LA DIAGNOSI

Una diagnosi precoce è importante per evitare un danno permanente ed irreversibile alle fibre nervose.
Un esame obiettivo delle mani,delle braccia, delle spalle e del collo può aiutare nel determinare se i sintomi avvertiti sono correlati alle attività quotidiane o ad una malattia e ad escludere altre patologie dolorose che possono mimare una sindrome del tunnel carpale. La diagnosi è facile e certa se viene riferito intorpidimento notturno, insensibilità delle prime tre dita della mano e se si apprezza una differenza di sensibilità sul polpastrello del 4° dito (confine tra mediano e ulnare). Altra caratteristica decisiva, se è interessata la parte motoria, è l’atrofia dei muscoli della parte esterna dell’eminenza tenar insieme a debolezza muscolare nella prensione 1°- 2°dito.

la sindrome del  tunnel carpale4Esistono inoltre dei test ambulatoriali che il medico può eseguire per riprodurre i sintomi della sindrome del tunnel carpale.
Segno di Tinel: per confermare la diagnosi di sindrome del tunnel carpale si può suscitare o riprodurre il dolore nel territorio di distribuzione del nervo mediano eseguendo una percussione sul polso. Di solito si utilizza un martelletto per riflessi e si evoca una scossa elettrica battendo all’ingresso del canale carpale.
Segno di Phalen: comparsa di parestesie alle dita flettendo al massimo grado il polso e mantenendolo in questa posizione per almeno un minuto. : si esegue chiedendo al paziente di mantenere per 30 secondi i palmi delle mani affrontati (come se stesse in preghiera), tenendo i gomiti flessi e gli avambracci orizzontali. la sindrome del  tunnel carpale5In questo modo si esercita una pressione a livello del nervo mediano nel canale carpale. Il test viene considerato positivo qualora compaiano parestesie irradiate a livello delle prime 3 dita della mano. Segno di Phalen inverso: si esegue chiedendo al paziente di mantenere per 30 secondi i dorsi delle mani affrontati, tenendo i gomiti flessi e gli avambracci orizzontali. In questo modo si esercita una pressione a livello del nervo mediano nel canale carpale. Il test viene considerato positivo qualora compaiano parestesie irradiate a livello delle prime 3 dita della mano.
Il range di sensibilità del segno di Tinel è dal 25 al 60 %, la specificità dal 67 all’87 %. Il test di Phalen ha un range di valori per sensibilità e specificità dal 40 all’ 80 %.
Per confermare la diagnosi e stabilire la gravità della patologia vengono però svolti due esami, non invasivi e non dolorosi.

la sindrome del  tunnel carpale6L’ Elettroneurografia (ENG) cioè lo studio della risposta del nervo mediano a stimoli elettrici conferma la diagnosi, L’Elettromiografia (EMG) cioè lo studio dell’attività dei muscoli innervati dal nervo mediano stabilisce la gravità della patologia e rende possibile la diagnosi differenziale tra le diverse neuropatie. Nel primo sono posti degli elettrodi sulla mano e sul polso e tramite piccole scosse elettriche viene misurata la risposta del nervo, come velocità, latenza ed ampiezza.
Nel secondo un ago è inserito nel muscoli per studiarne l’attività permettendo di stabilire la gravità della sindrome ed escludere altre patologie.
L’ecografia e la risonanza magnetica possono mostrare l’anatomia del polso, ma i dati non sono sufficienti per la diagnosi di sindrome del tunnel carpale.

La sindrome del tunnel carpale deve essere distinta da:

  • Sindrome del canale cubitale (compressione del nervo ulnare al gomito): in questo caso le parestesie interessano il IV e il V dito
  • Compressione cervicale da ernia del disco: in questo caso il fastidio si ha lungo tutto il braccio e interessa tutta la mano
  • Neuropatia diabetica

Il Team di FKT e Palestra di AlassioSalute
La responsabile Dott.ssa Angela Gatta

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